Con Il conformista, Bertolucci ci comprime nei tinelli angusti della piccola borghesia, ci espande un secondo più tardi nelle stanze troppo grandi dei ministeri fascisti degli anni '30, per gelarci con una storia che ruota intorno a una forma di assassinio più odiosa del comune: la persecuzione perpetrata da un regime totalitario nei confronti dei dissidenti politici espatriati. La sceneggiatura di Bertolucci – che si avvale della fotografia di Vittorio Storaro – si basa sul romanzo omonimo di Alberto Moravia.

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Jorge Louis Borges• Nostalgia, una parola carica di suggestione che si presta a singolari paradossi. Un pigmento che vela gli occhi con cui si osservano gli avvenimenti e tinge le tre età dell'uomo di sfumature cangianti. Ne osserviamo le variazioni del significato con l'aiuto della poesia di Jorge Louis Borges e di Arthur Rimbaud.

Read more: Nostalgia. Da Borges a Rimbaud

L'avversarioPrima di accingermi a scrivere de L'Avversario, ho condotto una breve indagine per sincerarmi se Jean-Claude Romand sia esistito davvero. Esiste, esiste ed è tuttora fra noi. Tornerà libero nel 2015, tra un anno.

Read more: Le manifestazioni dell'Avversario.

Nonna Elena• Un libro acquistato su una bancarella installata dalla Biblioteca comunale di Novate Milanese ha rivelato una dedica che rende questo reperto letterario ancora più prezioso. Purtroppo, non si può fare a meno di pensare quanto questo simpatico aneddoto sia emblematico anche del crescente atteggiamento di disaffezione dimostrato dalle nuove generazioni nei confronti dei libri e della lettura.

Read more: E per Nonna Elena, hip hip hip...

Baby DollTennesee Williams, omosessuale dichiarato, era cresciuto a Columbus, nello stato del Mississippi. Aveva un conto aperto con la gente delle sue parti, a cominciare da suo padre. Con Baby Doll, l'autore conferma un'eccellente abilità nel portare situazioni di tensione, come la paura, l'intolleranza, l'avidità, la lussuria, al limite di un parossismo che mette a dura prova i personaggi e inchioda lo spettatore – o il lettore – alla sedia su cui si trova.

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...mestatore, scavezzacollo, sovversivo, sedizioso, bastian-contrario, teppista, avanguardista, avventurista, cialtrone, delinquente, mascalzone, SCREANZATO! ...Ahhh, come fa bene sfogare la frustrazione e la rabbia che cova sotto la parvenza impertubabile con una bella sfilza di epiteti pronunciati a squarciagola e in un crescendo vocale che progressivamente attira su di sé la curiosità preoccupata degli astanti.

Read more: Radicale, oppositore, dissidente...

Jerzy KosinskiNel trentacinquesimo anniversario dalla presentazione al pubblico di una pellicola del 1979, Oltre il giardino, affrontiamo la riflessione sulla storia ideata da Jerzy Kosinski, anche autore della sceneggiatura, da cui è stato tratto il film, un grande successo diretto da Hal Ashby, interpretato da un formidabile Peter Sellers e da una sofisticata e ironica Shirley McLane

Read more: Presenze - Oltre il giardino

Il lungo addioPer Raymond Chandler fu probabilmente il romanzo più difficile da scrivere di tutta la sua difficile carriera. Il film che da “Il lungo addio” fece Robert Altman è molto diverso, ne' potrebbe essere altrimenti: Leigh Brackett, la sceneggiatrice, ne stravolse la trama, capovolgendo situazioni, eliminando personaggi e scene che sarebbe stato complicato inserire in una produzione cinematografica già di notevole durata (112 minuti).

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Di fronte a “Lear e Cordelia”, di Ford Madox Brawn. (Ph. © Cristina Risciglione)• Se c'è una critica da portare alla mostra “Preraffaelliti – L'utopia della bellezza” è che dai 180 dipinti dell'esposizione di Londra, o anche dai 130 dell'esposizione di Washington, dopo la riduzione a 70, i dipinti che sono arrivati a Torino non bastano a descrivere il movimento in tutta la sua incisività, nella sua influenza, men che meno nei suoi intenti. È giusto una rassegna della collezione in carico a Tate Britain. Il che, comunque, non è poco, anzi.

Read more: Annotazioni a margine della mostra dei Preraffaelliti a Torino

“Volluto” - Click to enlargeÈ la dose necessaria a preparare una tazza dell'infuso più caro agli italiani: il caffè. Ma com'è che i miei compatrioti si sono improvvisamente innamorati della cialda? E com'è che la parola “cialda” che originalmente intendeva significare un farmaco confezionato tra due ostie sovrapposte a sandwich, – il calmante, anzi, “calmino”, come si diceva una volta, un po' come un tortellino farmaceutico – dall'effetto sedativo è passata a evocare una sostanza eccitante?

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