Sineddoche, New York

 

 

• Quello che colpisce maggiormente, dell’opera di Joan Miró, è il colore. Non ci si accorge però che il “colore” che l’artista usa con maggior spavalderia è il nero. È l’uso spregiudicato di questo “non-colore” (come il bianco è assenza di colore, il nero è assenza di luce), gettato in faccia all’osservatore come una provocazione, che ci fa apprezzare la vivacità delle sue opere.

Read more: Joan Miró al MUDEC di Milano

Sineddoche, New York

 • Un film mi viene in mente guardando Sineddoche New York: Fellini 81/2 . E un libro: La vita, istruzioni per l’uso, di George Perec. Inutile dire che nulla hanno in comune l’uno con l’altro. Totalmente diversi, a parte la simbolica riflessione del personaggio su se stesso e l’osservazione scientifica dell’umanità.

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Stellan Skarsgård

• Come il titolo suggerisce, In ordine di sparizione – (Kraftidioten, di Hans Petter Moland, con Stellan Skarsgård (Nils), Bruno Ganz (Papa) e Pål Sverre Hagen (il Conte) – è il puntiglioso resoconto dell’eliminazione di una ventina d’individui, a partire dall’esecuzione della persona sbagliata: prima di tutto perché il ragazzo è estraneo allo sgarro che gli viene addebitato; in secondo luogo perché la sua morte innesca la catena senza fine di omicidi di cui sopra.

Read more: In ordine di sparizione

Juliette Binoche e Kristen StewartGià dal titolo – “Clouds of Sils Maria” – quest’opera è impalpabile. Vi si fa riferimento a un suggestivo fenomeno atmosferico, il “Serpente del Maloja”, consistente in una formazione di umidità condensata che, formandosi sopra i laghi di Como e di Chiavenna, si incunea nella Val Bregaglia, risale le pendici del Passo per riversarsi in Engadina, snodandosi come un serpente cinese per tutta la lunghezza della valle.

Read more: Sils Maria, di Olivier Assayas

È sorprendente incontrare sulla strada tra Arles, capitale della Camargue, e Aigues Mortes la Chapelle de Pive, un piccolo tesoro d’architettura neo-romanica contenuta nella proprietà (privata) dell’azienda vinicola Jeanjean. L’edificio da il nome a un apprezzato rosè dei vigneron de sable.

Read more: Il Domaine de Montcalm à Vauvert

Ho avuto un padre poco incline alle smancerie. Aveva le sue giustificazioni, non lo nego, ed è inutile rivangare. Discorso chiuso. Il punto è che, fin da bambino, mi sono ingegnato ad adottare misure adeguate a contrastare le sue eccentricità.

Read more: Oscurità, nevrosi, feticismo, cancelleria

Ogni tanto esce un film che sicuramente non vincerà un Oscar nè sarà citato tra i Golden Globe, ma che, al termine della proiezione lascia lo spettatore appagato e ricolmo di suggestioni e di episodi su cui rimugginare. È il caso di questo film messo in scena da Scott Frank, noto più per le sue sceneggiature di film tratti da romanzi di Elmore Leonard (Get Shorty, Out of Sight) e Philip Dick (Minority Report), nonché di questo La preda perfetta (2014), di Lawrence Block A Walk Among the Tombstones (Un'altra notte a Brooklyn, 2013, Sellerio Editore Palermo), con Liam Neeson, Dan Stevens, David Harbour, e Boyd Holbrook (tra gli altri) di cui, questa volta, Frank è anche regista.

Read more: La preda perfetta

Con l'avanzare degli anni mi succede una cosa imbarazzante. Sempre di più apprezzo i film che parlano di reali: principesse, regine e castelli in aria. Dev'essere un fatto ormonale. Vacanze romane mi fornisce materiale per incredibili elucubrazioni. Sostengo veementemente con i miei esterefatti compagni di baldoria la credibilità di Helen Mirren come Elisabetta II. Mia moglie è contenta perché finalmente ha un'amica con cui parlare.

Read more: Grace di Monaco

Noto per la predilezione per storie insolite, paradossali, scabrose, raccontate in maniera anti-convenzionale, a volte proprio bizzarra, David Cronenberg è autore, tra gli altri, di Crash, A Dangerous Method, La promessa dell'Assassino, Cosmopolis... e ultimamente di questo Maps to the Stars (2014).

Read more: Maps to the stars

Allora. Le cose stanno così. Un ragazzo, un uomo, mi ha chiesto di intervistarmi. La richiesta insieme mi lusinga e mi infastidisce perché mi obbliga a dargli retta a detrimento di impegnative attività. Ovviamente non voglio disgustarlo.

Read more: Intervista

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