Sineddoche, New York

 

 

• Quando a Roma, nel 1974 Christo impacchettò Porta Pinciana, una mano irriverente stigmatizzò l’evento con un graffito, una frase volgare che però molti suoi concittadini condivisero: «IMMANE CAZZATA». Agli italiani dell’arte moderna non è mai interessato un fico secco, meno che meno dell’arte contemporanea. Per l’italiano medio, fino a un mese fa, la Land Art era un modello sofisticato della Land Rover e le tendenze di Christo in seno all’arte era nozione ignota ai più e prevalentemente di ambito ecclesiastico o comunque trascendentale.

Read more: Esibizionismo, partecipazione, conformismo e miracoli vari

Sineddoche, New York

• La parola “Celebrità” ispira una cinica tautologia: “celebri” vengono definite infatti quelle persone che sono ampiamente riconosciute per la loro... celebrità. Da qui l’avversione, spesso ostentata, per per questi campioni del gossip da quanti si sentano depositari di un buongusto, di un’eleganza, di una cultura, di una personalità o di un acume non sufficientemente riconosciuti, non dico dalla società nella sua interezza, ma spesso neppure dalla cerchia più stretta delle proprie conoscenze.

Read more: “Celebrità”

Sineddoche, New York• Quello che colpisce maggiormente, dell’opera di Joan Miró, è il colore. Non ci si accorge però che il “colore” che l’artista usa con maggior spavalderia è il nero. È l’uso spregiudicato di questo “non-colore” (come il bianco è assenza di colore, il nero è assenza di luce), gettato in faccia all’osservatore come una provocazione, che ci fa apprezzare la vivacità delle sue opere.

Read more: Joan Miró al MUDEC di Milano

Sineddoche, New York

 • Un film mi viene in mente guardando Sineddoche New York: Fellini 81/2 . E un libro: La vita, istruzioni per l’uso, di George Perec. Inutile dire che nulla hanno in comune l’uno con l’altro. Totalmente diversi, a parte la simbolica riflessione del personaggio su se stesso e l’osservazione scientifica dell’umanità.

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Stellan Skarsgård

• Come il titolo suggerisce, In ordine di sparizione – (Kraftidioten, di Hans Petter Moland, con Stellan Skarsgård (Nils), Bruno Ganz (Papa) e Pål Sverre Hagen (il Conte) – è il puntiglioso resoconto dell’eliminazione di una ventina d’individui, a partire dall’esecuzione della persona sbagliata: prima di tutto perché il ragazzo è estraneo allo sgarro che gli viene addebitato; in secondo luogo perché la sua morte innesca la catena senza fine di omicidi di cui sopra.

Read more: In ordine di sparizione

Juliette Binoche e Kristen StewartGià dal titolo – “Clouds of Sils Maria” – quest’opera è impalpabile. Vi si fa riferimento a un suggestivo fenomeno atmosferico, il “Serpente del Maloja”, consistente in una formazione di umidità condensata che, formandosi sopra i laghi di Como e di Chiavenna, si incunea nella Val Bregaglia, risale le pendici del Passo per riversarsi in Engadina, snodandosi come un serpente cinese per tutta la lunghezza della valle.

Read more: Sils Maria, di Olivier Assayas

È sorprendente incontrare sulla strada tra Arles, capitale della Camargue, e Aigues Mortes la Chapelle de Pive, un piccolo tesoro d’architettura neo-romanica contenuta nella proprietà (privata) dell’azienda vinicola Jeanjean. L’edificio da il nome a un apprezzato rosè dei vigneron de sable.

Read more: Il Domaine de Montcalm à Vauvert

Ho avuto un padre poco incline alle smancerie. Aveva le sue giustificazioni, non lo nego, ed è inutile rivangare. Discorso chiuso. Il punto è che, fin da bambino, mi sono ingegnato ad adottare misure adeguate a contrastare le sue eccentricità.

Read more: Oscurità, nevrosi, feticismo, cancelleria

Ogni tanto esce un film che sicuramente non vincerà un Oscar nè sarà citato tra i Golden Globe, ma che, al termine della proiezione lascia lo spettatore appagato e ricolmo di suggestioni e di episodi su cui rimugginare. È il caso di questo film messo in scena da Scott Frank, noto più per le sue sceneggiature di film tratti da romanzi di Elmore Leonard (Get Shorty, Out of Sight) e Philip Dick (Minority Report), nonché di questo La preda perfetta (2014), di Lawrence Block A Walk Among the Tombstones (Un'altra notte a Brooklyn, 2013, Sellerio Editore Palermo), con Liam Neeson, Dan Stevens, David Harbour, e Boyd Holbrook (tra gli altri) di cui, questa volta, Frank è anche regista.

Read more: La preda perfetta

Con l'avanzare degli anni mi succede una cosa imbarazzante. Sempre di più apprezzo i film che parlano di reali: principesse, regine e castelli in aria. Dev'essere un fatto ormonale. Vacanze romane mi fornisce materiale per incredibili elucubrazioni. Sostengo veementemente con i miei esterefatti compagni di baldoria la credibilità di Helen Mirren come Elisabetta II. Mia moglie è contenta perché finalmente ha un'amica con cui parlare.

Read more: Grace di Monaco

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