• Ciascuno di noi tende a maturare le proprie opinioni basandosi su una prima impressione. Dopo di che, ciascuno tende a consolidare quell’opinione basandosi solo sulle fonti che la possono confermare. Succede a tutti. È successo anche a me. Anche se mi sono imposto di valutare il materiale degli amici che la pensano diversamente, non ho cambiato idea.

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• Nel 2004, Luigi Zingales e l'indiano Raghuram Rajan scrissero un saggio dal titolo: Salvare il capitalismo dai capitalisti.  Forse, a voler guardare con gli occhiali giusti, si sarebbero potuti scorgere in quel saggio i parametri d'interpretazione di quello che quest'anno, sarebbe successo nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Read more: Capitalismo/capitalisti

• Ripropongo questo breve articolo scritto – «in tempi non sospetti» direbbe qualcuno, ma i tempi sono sempre sospetti – il 3 febbraio 2015, particolarmente attuale, alla luce dell'esito delle elezioni americane.

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...• Enrico Baj non aveva paura di confrontarsi con i fenomeni più aberranti della società. Dal pericolo nucleare all’avvento di Berlusconi. Un’irregolare che amava gli irregolari e che ha tributato più di un omaggio all’irregolare per eccellenza, il personaggio di Alfred Jarry: Ubo Roy.

Read more: Mirabili mostri - L'Apocalisse secondo Baj a Legnano

Floating Piers

• Quando a Roma, nel 1974 Christo impacchettò Porta Pinciana, una mano irriverente stigmatizzò l’evento con un graffito, una frase volgare che però molti suoi concittadini condivisero: «IMMANE CAZZATA». Agli italiani dell’arte moderna non è mai interessato un fico secco, meno che meno dell’arte contemporanea. Per l’italiano medio, fino a un mese fa, la Land Art era un modello sofisticato della Land Rover e le tendenze di Christo in seno all’arte era nozione ignota ai più e prevalentemente di ambito ecclesiastico o comunque trascendentale.

Read more: Esibizionismo, partecipazione, conformismo e miracoli vari

Sineddoche, New York

• La parola “Celebrità” ispira una cinica tautologia: “celebri” vengono definite infatti quelle persone che sono ampiamente riconosciute per la loro... celebrità. Da qui l’avversione, spesso ostentata, per per questi campioni del gossip da quanti si sentano depositari di un buongusto, di un’eleganza, di una cultura, di una personalità o di un acume non sufficientemente riconosciuti, non dico dalla società nella sua interezza, ma spesso neppure dalla cerchia più stretta delle proprie conoscenze.

Read more: “Celebrità”

Sineddoche, New York• Quello che colpisce maggiormente, dell’opera di Joan Miró, è il colore. Non ci si accorge però che il “colore” che l’artista usa con maggior spavalderia è il nero. È l’uso spregiudicato di questo “non-colore” (come il bianco è assenza di colore, il nero è assenza di luce), gettato in faccia all’osservatore come una provocazione, che ci fa apprezzare la vivacità delle sue opere.

Read more: Joan Miró al MUDEC di Milano

Sineddoche, New York

 • Un film mi viene in mente guardando Sineddoche New York: Fellini 81/2 . E un libro: La vita, istruzioni per l’uso, di George Perec. Inutile dire che nulla hanno in comune l’uno con l’altro. Totalmente diversi, a parte la simbolica riflessione del personaggio su se stesso e l’osservazione scientifica dell’umanità.

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Stellan Skarsgård

• Come il titolo suggerisce, In ordine di sparizione – (Kraftidioten, di Hans Petter Moland, con Stellan Skarsgård (Nils), Bruno Ganz (Papa) e Pål Sverre Hagen (il Conte) – è il puntiglioso resoconto dell’eliminazione di una ventina d’individui, a partire dall’esecuzione della persona sbagliata: prima di tutto perché il ragazzo è estraneo allo sgarro che gli viene addebitato; in secondo luogo perché la sua morte innesca la catena senza fine di omicidi di cui sopra.

Read more: In ordine di sparizione

Juliette Binoche e Kristen StewartGià dal titolo – “Clouds of Sils Maria” – quest’opera è impalpabile. Vi si fa riferimento a un suggestivo fenomeno atmosferico, il “Serpente del Maloja”, consistente in una formazione di umidità condensata che, formandosi sopra i laghi di Como e di Chiavenna, si incunea nella Val Bregaglia, risale le pendici del Passo per riversarsi in Engadina, snodandosi come un serpente cinese per tutta la lunghezza della valle.

Read more: Sils Maria, di Olivier Assayas

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